LA STORIA DEL GUSSAGO RUGBY CLUB
BRESCIAOGGI
Rugby: spulciando nei ricordi si risale al '69 IL GUSSAGO NACQUE ALLORA Fu Angiolino Rocchelli, il "professore", a portare il gioco della palla ovale nel paese collinare; due anni dopo i gussaghesi si sarebbero aggiudicati il titolo nazionale ai Giochi della gioventù di GIORGIO FORESTI *

Si potrebbe dire, paradossalmente, che il Gussago R.C. nato da meno di due anni ed al suo secondo campionato di C2, abbia compiuto di questi tempi ... 18 anni. E' infatti all'inizio dell'anno scolastico 69/70 che approda a Angiolino Rocchelli, ancor'oggi "il Professore" per i suoi ragazzi che hanno ora moglie e figli, figura troppo nota e amata per poterne ricordare qui e in poche righe le benemerenze: è grazie alla sua opera, di allora, se l'attuale compagine ha potuto rinascere, non sembri esagerato, dalle proprie ceneri né più né meno come una moderna Fenice. In quell'anno venne imposta da Rocchelli la formazione che, nel 1971, avrebbe portato a Gussago il titolo nazionale dei Giochi della Gioventù, battendo, allo Stadio dei Marmi di Roma, i rappresentanti di città di altro lignaggio rugbystico, come Treviso, L'Aquila, Napoli ecc. Frattanto si veniva coagulando introno all'allenatore, appoggiato dalla Polisportiva Gussaghese nella persona del Dr. Carlo Corcione, figura benemerita di non-rugbista entusiasta ed instancabile cui il rugby deve moltissimo, un numero sempre crescente di giovani atleti che, negli anni a seguire, costituiranno un grande serbatoio di talenti rugbystici.

Molti di loro portano nomi illustri come Dal Dos, uno dei pilastri del Brescia e della nazionale, ora allenatore del Poncarale; Castellini, pure nazionale, e Giovanni Contenti, due figure mitiche del rugby bresciano ancor'oggi gloriosamente in campo. Belussi purtroppo e troppo presto ritiratosi per motivi di lavoro; Zani ora allenatore del Roncadelle; Marchesini allenatore del Gussago Re; integrati via via dai quattro moschettieri dei Giochi di Roma Castrezzati, Maccarana, Marini e Angeli (che più tardi raggiungerà la serie A col Calvisano prima del temporaneo ritiro), Gialdini, Moreschi e Peli poi del Brescia (quest'ultimo ancora in forza), da Galelli Gallia e Gambarini che in serie B sfiorarono più volte la promozione giocando sempre a livelli più che buoni, e poi Aliprandi, Cola, Trebeschi, Tracconaglia, Ungaro, Finazzi, Festa, Bonetti, Modiano, Moretti, Allegrini e tanti altri che comporrebbero un elenco interminabile.

Negli anni fra il 1975 e il 1981 il Gussago si mantiene sempre in posizione di eccellenza battendosi per la serie B da pari pari con formazioni prestigiose come il Cus Padova, il Mantova, il Verona ed il Calvisano poi promossa. La società visse sempre con Rocchelli allenatore, con Ermanno Poncipè e con l'aiuto della Polisportiva di Corcione e Prevaccini, prima di decadere.

Dopo un tentativo di fusione con il Moreschi, tutto finirà nel nulla, alla fine del periodo delle "sponsorizzazioni" dei San che, in cambio di una muta di maglie o poco più, pretendeva, nel 1981, cinque milioni di affitto per il proprio campo, privando nel contempo gli atleti dell'uso della palestra e delle docce: vi fu un esodo generale verso il Poncarale, il Lumezzane, il Roncadelle e il Calvisano di un grandissimo numero di giovani promesse costretto loro malgrado ad abbandonare l'attività. Una dispersione di un potenziale atletico che rappresentava un autentico patrimonio. Il seme era tuttavia caduto in terre fertili. Al primo richiamo nel 1986, tutti i gussaghesi militanti in altre compagini (e si deve un grazie alle società di appartenenza per averli lasciati prontamente liberi) rientrando di buon grado, a loro si uniscono nuove leve. Grazie all'appoggio degli assessori Grillo e Angeli - questi assessore allo Sport nel '71 e presidente della Coop. La Famiglia - viene concesso l'uso di un'area di proprietà della stessa Cooperativa, situata in zona centrale e quindi particolarmente interessante ai tini della divulgazione, sulla quale ricavare il campo di gioco.

Campo che viene realizzato a tempo di record dagli stessi atleti aiutati generosamente da tanti gussaghesi, prima fra tutte l'impresa Arici che mette gratuitamente a disposizione ingenti mezzi meccanici e relativo personale mentre i giocatori effettuano i primi allenamenti in modo fortunoso, All'inaugurazione, presenti il presidente Invemici e personalità dello sport e dell'amministrazione locale segue l'inizio del primo campionato che ha uno svolgimento più che lusinghiero per una compagine di freschissima formazione. Dotata di alcune presenze notevoli e da un gran numero di esordienti, ma che, grazie al lavoro dell'ottimo Marchesini, riesce in breve a ben figurare di fronte ad avversari più titolati e maturi come Ospitaletto, Manerbio, Lodi, Crema, ecc. La squadra maggiore viene presto affiancata da una formazione U 15, pilotata dagli eccellenti allenatori ed educatori Gosetti, Rasini, Ruffini e Saia.

Una formazione promiscua di Cellatica e Gussago, che sta dando, a sua volta, bella immagine di sé a livello regionale. Nello stesso tempo si sta lavorando su nuovi virgulti" di età inferiore. Per il raggiungimento di questi, già più che confortanti, risultati è stato determinante l'abbinamento con la Cooperativa lavoratori gussaghesi presieduta da Luigi Ungaro che, con puro spirito mecenatistico, esempio veramente raro ai tempi d'oggi, ha contribuito con un importante apporto finanziario, a far uscire la squadra dalle pastoie dell'autofinanziamento dandole quel tanto di tranquillità indispensabile alla serena gestione del campionato.

L'aver ottenuto, con largo anticipo sul calendario, la qualificazione per i play - off, al termine di una prima fase condotta con grande agonismo, dà ovviamente alla squadra la giusta carica di orgoglio e di volontà per ben proseguire...è altrettanto vero che è in questi anni è cresciuto, grazie al contributo di molti giocatori, di dirigenti, di giocatori che sono diventati dirigenti, di aziende che hanno ritenuto di darci una mano, dell'amministrazione comunale. Dal punto di vista tecnico, grazie al massiccio apporto di giocatori provenienti dal disciolto Quarto Stato R.F.C., sotto la guida di Roberto Marchesini la nostra prima squadra nel campionato 1989/1990 viene promossa in serie C1, dopo un campionato di C2 strepitoso, in cui vince tutte le partite ad eccezione della prima, pareggiata in casa con il Roncadelle. GIORGIO FORESTI *

(* Fondatore e Presidente Onorario del Gussago Rugby Club.)

E dopo ?

Riassumere in poche righe quasi vent’anni di attività non è facile. L'anno successivo in C1 (1990-1991) si rivela assai più difficile: non tutti i giocatori hanno l'esperienza necessaria per affrontare il campionato di categoria superiore. A metà campionato Marchesini lascia la guida tecnica a Claudio Appiani, grande giocatore di Brescia, Calvisano e Nazionale, il quale trasmette la giusta grinta e consente di raggiungere la salvezza. Nel 1991/1992 inizia il quadriennio di Ivano Casella. Nel suo primo campionato il Gussago riesce a raggiungere la salvezza ed a restare in serie C1, retrocedendo però in C2 al termine della stagione successiva. Nuova cavalcata trionfale nel campionato di C2 con promozione in C1, ma l'esperienza di Casella a Gussago si chiude con una seconda retrocessione nel campionato 1994/1995, dopo una sorta di "spareggio" con il Cus Pavia nel quale muove i primi passi Christian Stoica. Nel campionato successivo (1995/1996) è Roberto Pegoiani il nuovo allenatore. Per la prima volta il Gussago è affidato ad un tecnico che, oltre ad aver vinto come giocatore lo storico scudetto del 1975 con il Brescia, è stato allenatore di una squadra di serie A, il Brescia appunto. Pegoiani conduce la squadra ad una nuova promozione in serie C1. Al termine della stagione 1995/1996 la squadra viene affidata a Gigi Zani, già giocatore del vecchio Sari. Gigi Zani si ferma due anni, raggiungendo nel 1996/1997 una faticosa salvezza dopo un inizio disastroso ed un buon girone di ritorno. L'anno successivo il Gussago si salva con largo anticipo ma il tecnico lascia per motivi di lavoro.

Dura solo il campionato 1998/1999 l'esperienza gussaghese di Massimo Preseglio. L'allenatore che due anni prima aveva conquistato con il Leno un'incredibile promozione in serie B non riesce infatti a trasmettere i suoi dettami ai giocatori e la sua esperienza a Gussago dura solo un anno. Con il ritorno di Roberto Pegoiani, a Gussago non si parla più solo di salvezza ma si pensa alle posizioni di vertice. Al termine del campionato 1999/2000 il Gussago è quinto in termini di punti, a parimerito con altre due squadre (nella classifica ufficiale FIR sarà poi sesto). Il campionato 2000/2001, invece, vede il Gussago al terzo posto, in quello che in termini di piazzamento si rivela come il miglior campionato della sua storia. Pegoiani apre il sodalizio franciacortino alle esperienze con squadre straniere: già nel 1996 organizza un match sul campo di Casaglio con i tedeschi del Heusenstamm, militanti nella massima serie del loro campionato: partita sofferta e vinta di un punto. Nel settembre 1999, pur una squadra non al completo, trasferta a Parigi con il Sarcelles: grande ed inaspettata vittoria che lascia stupefatti gli spocchiosi parigini. Nel maggio 2000, tournée a Budapest (partita con il Buldogok Rogbi Klub) ed a Vienna (con il Vienna Celtic RFC), ed altrettante vittorie. In settembre, a Praga, con lo Slavia Praha, sconfitti di misura nel lunghissimo recupero concesso dall'arbitro tanto che taluno ritiene in realtà di aver comunque vinto. Nell'ambito della Festa del Rugby, il Primo giugno 2001, partita contro i francesi del Corto Rugby Club, giunti a Gussago grazie all'interessamento dell'arbitro Dario Duina. Il Gussago vince agevolmente in casa e nel settembre 2001, con la trasferta a Montpellier, restituisce la visita ai francesi, che si aggiudicano l'incontro dopo una bella e leale battaglia sotto una sorta di nubifragio. Dal campionato 2001/2002 al 2004-2005 la prima squadra è affidata a Bruno Ancillotti, ex nazionale e allenatore di rara bravura. Con lui il Gussago è sempre al vertice della categoria e giunge due volte ad un passo dalla serie B, prima di essere fermato dal Varese (2003/2004) e dal Monselice (2004-2005).

Terminata l’esperienza di Ancillotti, la squadra viene affidata a Francesco Filippini, già allenatore dell’under 21 della Leonessa. Dopo un agevole accesso ai playoff, anche nel 2005-2006 la B viene solo sfiorata: il Gussago viene battuto nel doppio confronto con il Villadose. Nel corso di questi anni il Gussago può vantare, con alterne fortune, la crescita e lo sviluppo di un buon settore giovanile. Nei primi anni 90, sotto la guida di un tecnici di valore (Ruffini, Rasini, Gosetti, Romano, Saia e Casari) la giovanile del Gussago colse significative affermazioni a livello nazionale e regionale, sfornando una serie di giocatori che costituiscono l'ossatura dell'attuale prima squadra. Nella seconda metà degli anni 90 il settore giovanile è stato affidato a Doriano Faccin, uno dei giocatori più rappresentativi del Gussago, il quale ha saputo trasmettere ai ragazzi la sua grande passione. Ora tutto il settore è coordinato da Francesco Filippini, che ha promosso un massiccio intervento nelle scuole elementari e medie di Gussago, Rodengo-Saiano, Ome, Monticelli-Brusati.

Con alterni successi, nel corso di questi anni, molti giocatori hanno indossato la casacca del Gussago, prima sul vecchio campo accanto alle scuole elementari di Casaglio e poi in quello del Centro Sportivo Comunale ora intitolato al dr Carlo Corcione.